Manuela Anna Greco con il suo racconto "
Una rosa per tea" ha vinto il concorso e ha partecipato alla presentazione in anteprima dell'antologia alla Fiera del libro di Torino.
Di seguito l'incipit di Paola Mastrocola, i dieci racconti finalisti e l'elenco dei 50 autori selezionati da Scuola Holden. I loro racconti sono pubblicati nell'antologia edita da Scuola Holden
"Il giardino dei Lorchitruci. 50 racconti brevi per casa OZ"
in vendita su ilmiolibro.it. Il ricavato sarà interamente devoluto all'associazione per bambini malati "Casa Oz".
L'incipit di Paola Mastrocola:
"Siccome avevo preso un altro brutto voto, mio padre mi disse: “Va bene, allora oggi verrai con me a lavorare. Così vedrai come si fatica!” Mio padre faceva il giardiniere, e andava in giro per i giardini altrui. Andava a potar piante, rastrellare foglie e tagliare erba col suo potente tagliaerba. Quel giorno doveva occuparsi niente meno del giardino dei terribili Lorchitruci. I Lorchitruci erano la famiglia più ricca e potente della collina. A me facevano paura due cose di loro: il nome, perché mi veniva da pensare a degli orchi molti truci; e il giardino, appunto, perché era chiuso da una muraglia gigantesca dietro la quale chissà che cosa mai si nascondeva.”
I MIGLIORI 50:
I 10 finalisti... (
Guarda i risultati)
Bellinelli B.: Lumache a Merenda
La faceva facile lui. Per lui pettinare certe giornate dispari era un gioco da ragazzi. Invece per me non c’erano streghe...
Conti B.: Il segreto dei Lorchitruci
L’appuntamento era per le 16 e sarebbe stata questione di un paio d’ore. Ma col sole che c’era fuori, che ti scaldava col suo tepore,..
Rossi A.: Non disse “Si”, ma corse veloce.
Mi facevano paura perché erano ricchi. E i ricchi sono gente strana. Mangiano coi guanti, e la gente che non succhia il sugo dal pollo non può essere gente buona. È buona quella che..
Romanini J.: Viola
La piopposa era l’unica strada che collegava noi poveretti alle villone incastonate sulla collina. La chiamavamo così, la piopposa, perché a valle...
Adduci G.: Leggeri sono i sassi
- Va’ nel casotto lì dietro e portami il rastrello, disse mio padre una volta entrati. Io voltai l’angolo baldanzoso....
Signorile A.: Mai più brutti voti!
Eppure, mi ritenni fortunato perchè mio fratello, per i miei stessi motivi, era stato destinato alla bottega di un fabbro e tutte le sere rientrava nero di...
Dionisi R.: Il Ritratto
Partimmo subito dopo pranzo. Era un bellissimo pomeriggio di primavera e l’aria tiepida era piena di profumi.
Cantalini E.: Papà ed io
-di un po’, non avrai paura davvero?
Chi parla è il mio amico immaginario. Non ha un nome, se uno non esiste a cosa serve un nome?
Montini M.: Aiuto! I Lorchitruci
– Ti prego, papà, tutto ma non dai Lorchitruci!
Avrei accettato qualsiasi altra tremenda punizione, anche portare a spasso il cane della vicina che ...
...e i migliori 40
ANTONELLI GIULIA
BAGLIONI LUCA
BARISIONE CORRADO
BERTOZZI ALESSANDRA
BIANCO NADIA
BONCOMPAGNI MARTA
BOZZA GIUSEPPE DOMENICO
BRUSCO GIANFRANCO
CONCI LORENZO
CRAVERO FERDINANDO
CRISAFI DAVIDE
D'ARRIGO DANIELE
DI CAPUA ANGELA
DI MARCO FRANCESCO
FAZIO FRANCESCA ALBA
FESTA MAURO
FONTANA PAOLO
GAILLI GIACOMO
GALLI ALBERTO
GATTI TIZIANA
GENOVESE FRANCESCO
GIORDANO LUIGI
LAVIZZARI CARLOTTA
MIRELLA TURCO
NANNI IRENE
PALMIERI GIOVANNA
PERILLO LUIGIA
PIERINI MARGHERITA
PIRAS MASSIMO
RAVOIOLI SERENA
RISMONDO LAURA
SALVESTRINI MARZIA SOFIA
SAPIENZA ANTONIO
SCIASCIA GIORGIA
SIRACO MASSIMO
SPEROTTO SABRINA
STROPPIANA ANNAMARIA
TETTI MAURO
VINCENZI FEDERICO
ZERMOGLIO ALESSANDRO
Un libro che nasce e che cresce sul bordo degli occhi. Frutto della fortunata filiazione tra Scuola Holden di Torino e Gruppo Espresso, per iniziativa di "Incipit da favola - Il racconto lo scrivi tu", "Il Giardino dei Lorchitruci" rappresenta il primo romanzo collettivo degli utenti del sito ilmiolibro.it raccogliendo 50 racconti brevi ispirati dall'incipit del premio Campiello Paola Mastrocola, autrice di "E se covano i lupi" (Guanda, 2008).
Gli indizi che la scrittrice semina nelle righe introduttive, per toni e umori, animano la fantasia di 50 penne selezionate (tra le oltre 1000 candidature) dalla scuola di Alessandro Baricco. Un'operazione a favore di Casa Oz, associazione Onlus che ha origine due anni fa a Torino con lo scopo di offrire servizi e sostegno alle famiglie coinvolte in episodi di malattia infantile e che hanno in cura i loro figli presso l'ospedale Regina Margherita.
Per citare il titolo di una storia contenuta nell'antologia, è "obbligatorio entrare" in questo poetico luna park del tempo e dei moti interiori, dove tutto sembra seguire un percorso di ricerca verso ciò che si è perso e che andrebbe ritrovato: la meraviglia, che nella metafora dell'opera è la città di smeraldo, capitale del regno di Oz, la casa dei bambini. E' interessante e catartico arricchirsi con gli estemporanei sfilacciamenti degli adulti comuni alle prese con i sogni da bambino, con la propria infanzia e i ricordi irrisolti. Quasi che ai giovani (o meno) autori sia stato implicitamente chiesto di tornare indietro nel tempo e recuperare il cabaret della magia vissuta: dalla "casa misteriosa" alla "rosa blu", dalle "lumache a merenda" alla "via dei bucaneve", dalla "fabbrica degli angeli custodi" ai "misteri oltre il muro". Le attenzioni per il corpo testuale, gli aggettivi calibrati, la fuga dall'autocompiacimento e il tepore della scrittura rendono il romanzo collettivo, oltre che un'importante opera di beneficenza, un suggestivo cofanetto di menti e di talenti, in grado di rispondere alla scomparsa della fantasia e al vuoto del secolo.
Siamo traghettati in un mondo di stupore grazie al lampo enigmatico di Paola Mastrocola, che dà inizio alla raccolta con pochi, efficaci temporali. Questo l'incipit da favola: Siccome avevo preso un altro brutto voto, mio padre mi disse: "Va bene, allora oggi verrai con me a lavorare. Così vedrai come si fatica!" Mio padre faceva il giardiniere, e andava in giro per i giardini altrui. Andava a potar piante, rastrellare foglie e tagliare erba col suo potente tagliaerba. Quel giorno doveva occuparsi niente meno del giardino dei terribili Lorchitruci. I Lorchitruci erano la famiglia più ricca e potente della collina. A me facevano paura due cose di loro: il nome, perché mi veniva da pensare a degli orchi molti truci; e il giardino, appunto, perché era chiuso da una muraglia gigantesca dietro la quale chissà che cosa mai si nascondeva.
A questo punto c'è chi raccoglie la sfida ed immagina sassi leggeri che volano e terra che porta sangue ("ma se la ami soltanto allora si spacca come melograna e ti fa pieno dei suoi umori, succo di verzura, polpa di pane. Così è la terra: fatta per tutti". da "Leggeri sono i sassi" di Giuseppe Adducci). C'è chi a contatto con un pony, superando la paura dei nomi (Lorchitruci ammicca all'orco cattivo), scopre la passione per la scienza e la medicina (da "Il segreto dei Lorchitruci" di Barbara Conti); chi racchiude in un abbraccio più grande del mondo, quello tra padre e figlio, il segreto del giardino (da "Papà ed io" di Enrico Cantalini). Chi ancora incontra ravvicinato il diverso, nelle sembianze di Jari, e si fa incantare dalle reliquie della galassia RuChi 4 (da "Nel giardino dei ricordi" di Sabrina Sperotto ed Alessandro Cattaneo).
La raccolta è stata presentata alla Fiera del Libro di Torino domenica 17 maggio ed è in vendita da lunedì 18 direttamente su ilmiolibro.it.
(20 Maggio 2009)